durezza acqua ed effetti sulla salute uomo che beve

Effetti della durezza dell’acqua sulla salute

La durezza dell’acqua può avere alcuni effetti sulla salute umana, sebbene non siano generalmente gravi. Ecco alcuni aspetti da considerare:

  1. Assorbimento di minerali: L’acqua dura, ricca di calcio e magnesio, può contribuire all’apporto di questi minerali nell’organismo. Tuttavia, la quantità di minerali assorbiti dall’acqua è solitamente minima rispetto all’apporto alimentare complessivo.
  2. Calcoli renali: Alcuni studi suggeriscono che l’acqua dura potrebbe essere correlata a un aumento del rischio di calcoli renali. Questo è dovuto alla presenza di calcio e magnesio, che possono precipitare nei reni e formare calcoli. Tuttavia, altri fattori come la dieta e la predisposizione genetica giocano un ruolo più significativo nella formazione dei calcoli renali.
  3. Effetti sulla pelle: L’acqua dura può influenzare la pelle. Ad esempio, può rendere la pelle più secca e meno idratata. Tuttavia, questo effetto varia da persona a persona.
  4. Effetti sui capelli: L’acqua dura può rendere i capelli più secchi e opachi. Il calcio e il magnesio possono depositarsi sui capelli, rendendoli meno lucenti. L’uso di shampoo e balsami specifici può aiutare a mitigare questo effetto.
  5. Effetti sulla pulizia domestica: L’acqua dura può influenzare l’efficacia dei detergenti e dei saponi. Può causare la formazione di residui di sapone e calcare su superfici e stoviglie. L’uso di addolcitori d’acqua o detergenti specifici può aiutare a risolvere questo problema.
  6. Effetti sulla salute cardiovascolare: Alcuni studi hanno suggerito una possibile correlazione tra l’acqua dura e un rischio leggermente aumentato di malattie cardiovascolari. Tuttavia, la ricerca in questo campo è ancora controversa e non ci sono evidenze conclusive.

In generale, la durezza dell’acqua non è un fattore di rischio significativo per la salute. Tuttavia, se hai preoccupazioni specifiche o se noti effetti negativi, consulta un medico o un esperto per valutare la tua situazione specifica.

Ricorda che la durezza dell’acqua è una questione di equilibrio. Troppo morbida o troppo dura, entrambe possono avere effetti indesiderati. Cerca di trovare un compromesso che sia adatto alle tue esigenze e alla salute dei tuoi elettrodomestici.

rubinetto casa con acqua per durezza

Durezza dell’acqua di casa

La durezza dell’acqua si riferisce alla quantità di ioni di calcio e magnesio disciolti nell’acqua.

L’acqua viene definita “dura” quando contiene una quantità elevata di questi minerali, mentre si definisce “morbida” in caso in cui contenga una quantità inferiore o nulla.

Questa caratteristica dell’acqua può influire significativamente sulla capacità di pulire, sulla reattività con i detergenti e sulla formazione di calcare.

Inoltre i minerali tendono a depositarsi sulle pareti della caldaia o di altri elementi di scambio termico, formando uno strato duro e incrostato (calcare) che ostruisce i tubi e non permette il normale passaggio dell’acqua.

La durezza dell’acqua varia da luogo a luogo e dipende dalle caratteristiche geologiche e geografiche della zona. In molti paesi, inclusi quelli europei, la durezza dell’acqua viene espressa in gradi francesi (°f) o in tedeschi (°dH). Ecco una tabella di riferimento basata sui gradi francesi:

Gradi francesi (°fH)Descrizione
0-12Molto morbida
12-25Morbida
25-37Moderatamente dura
37-50Dura
50-75Molto dura
>75Estremamente dura

Per conoscere la durezza dell’acqua nella tua zona, puoi contattare la società di gestione dell’acqua o l’ente locale competente.

La misurazione della durezza dell’acqua avviene attraverso un kit di test della durezza dell’acqua o tramite un’analisi chimica in laboratorio.

Il kit di test contiene un reagente che cambia colore in presenza di ioni di calcio e magnesio nell’acqua.

Per eseguire il test, si riempie un tubo di prova con una quantità specifica di acqua da testare, si aggiunge il reagente e si agita il tutto.

La durezza dell’acqua è un parametro fondamentale per la salute umana, ma valori elevati possono causare inconvenienti a tubature ed elettrodomestici a causa del deposito di calcare.

Per le piscine è utile determinare la durezza dell’acqua per poter dosare correttamente ed efficacemente cloro e pH, leggi qui il mio articolo di approfondimento

Come ridurre la durezza dell’acqua?

Per ridurre la durezza dell’acqua, puoi considerare alcune soluzioni:

  1. Addolcitori d’acqua: Gli addolcitori d’acqua sono dispositivi che rimuovono i minerali di calcio e magnesio dall’acqua. Funzionano scambiando gli ioni di calcio e magnesio con ioni di sodio attraverso resine speciali. Tieni presente che l’uso di addolcitori può aumentare il contenuto di sodio nell’acqua, quindi è importante monitorare attentamente la quantità di sodio introdotta.
  2. Filtrazione: Filtri specifici possono rimuovere parte dei minerali dall’acqua. Ad esempio, i filtri a scambio ionico o i filtri a carboni attivi possono aiutare a ridurre la durezza.
  3. Bollitura: Se hai bisogno di acqua per cucinare o per bevande calde, puoi bollirla. Durante l’ebollizione, i minerali precipiteranno e potrai rimuoverli successivamente.
  4. Acido citrico o aceto: Aggiungere acido citrico o aceto all’acqua può aiutare a sciogliere il calcare. Tuttavia, questa soluzione è più adatta per piccole quantità di acqua, come per la pulizia di elettrodomestici.
  5. Installazione di dispositivi anti-calcare: Questi dispositivi impediscono la formazione di calcare nei tubi e negli elettrodomestici. Funzionano attraverso campi magnetici o elettrici.
  6. Utilizzo di acqua distillata o demineralizzata: L’acqua distillata o demineralizzata è priva di minerali e quindi non contribuirà alla durezza.

Ricorda che la scelta della soluzione dipende dalle tue esigenze specifiche e dalla qualità dell’acqua nella tua zona. Consulta un esperto o un idraulico per determinare la soluzione migliore per la tua situazione .

Qui il riferimento del Ministero della Salute

crepe nei muri come riconoscerle cosa fare

Ci sono crepe e crepe in casa, quando preoccuparsi

Hai notato una crepa in casa?

Le crepe nei muri o nei pavimenti, possono avere diverse cause e di conseguenza varie forme.

Ecco come riconoscerle:

  1. Crepe orizzontali: si sviluppano parallelamente al pavimento, spesso nei punti di incontro tra le pareti o tra il solaio e un tamponamento. Potrebbero essere un segnale di problemi strutturali. Invece se la crepa fosse tra pannelli di cartongesso non ci sarebbe da preoccuparsi.
  2. Crepe verticali: sono “crepe di schiacciamento”, si formano a causa della forza di gravità che preme sulle fondamenta dell’edificio. Quando il peso non viene scaricato correttamente sulle pareti perimetrali, si verificano crepe verticali. Richiedono valutazione da parte di un esperto.
  3. Crepe diagonali (a 45°): Si sviluppano obliquamente e possono essere causate da assestamenti della struttura o lavori sull’edificio. Bisogna monitorarne l’evoluzione con appositi strumenti.
  4. Crepe a scalini: seguono un andamento a gradini perchè seguono la forma dei mattoni retrostanti e possono essere indicative di movimenti strutturali o cedimenti. Richiedono un’analisi approfondita.
  5. Crepe a raggiera (da terremoto): Si formano radialmente da un punto centrale e sono spesso causate da eventi sismici.  Bisognerà valutare la stabilità dell’edificio.

Quando le crepe compaiono in corrispondenza di architravi spesso al centro dell’architrave che è al di sopra di porte e finestre, è sintomo di cedimento strutturale e necessitano di intervento urgente.

In generale, è necessario monitorare le crepe nel tempo e rivolgersi a un tecnico esperto per valutare la sicurezza dell’edificio e la necessità di eventuali interventi di ripristino e consolidamento.

Soprattutto, nel valutare un immobile è indispensabile prestare attenzione alle crepe per non avere sorprese al momento della ristrutturazione.

Ancor di più occorre prestare attenzione a crepe che appaiono durante o dopo lavori di ristrutturazione o sopraelevazione di confinanti. Infatto non è raro che opere murarie o demolizioni dei vicino possano pregiudicare l’integrità del nostro immobile.

acqua di piscina pulita come regolare ph

Ph troppo alto o troppo basso piscine, cosa fare

Il pH (potenziale di idrogeno) dell’acqua della piscina è fondamentale per garantire la sicurezza dei bagnanti, l’efficacia dei prodotti chimici e la durata dell’impianto.

Come regolare correttamente il pH della tua piscina:

  1.  Con il valore pH si misura il grado di acidità o basicità dell’acqua su una scala da 0 a 14: valori inferiori a 7.2 indicano un ambiente “acido”, mentre valori superiori a 7.2 sono considerati “basici”.
  2. Valore di pH corretto in piscina: dovrebbe essere compreso tra 7.2 e 7.6. Questi valori creano un ambiente ideale per evitare irritazioni alla pelle e agli occhi e permettono ai prodotti chimici di agire al massimo della loro efficacia.
  3. Problemi se il pH non è corretto:
    • Basso pH: corrosione dei materiali della piscina e irritazione agli occhi e alla pelle.
    • Alto pH: inefficacia dei prodotti chimici, accumulo di calcare e forte odore di cloro e prolificazione di alghe.
  4. Come misurare il pH in piscina: utilizza uno di questi strumenti:
    • Tester pH digitali: Immergi strisce di misurazione in acqua e leggi il valore sul display digitale.
    • Kit di test liquidi: Aggiungi reagenti e confronta il colore con una scala di riferimento.

Ricorda di controllare regolarmente il pH e intervenire tempestivamente se necessario.

Quando le giornate sono particolarmente calde sarà necessario aggiustare il pH e il cloro o sale tutti i giorni

Spesso istallare un sistema di controllo e dosaggio automatico può semplificare la gestione del pH della tua piscina. 

Se il pH della piscina è fuori dai valori corretti, ecco cosa puoi fare per correggerlo:

  1. Basso pH (acido):
    • Aggiungi PH+ (soluzione alcalina) per aumentare il pH.
    • Segui le istruzioni sulla confezione per la quantità corretta da aggiungere in base alla concentrazione e volume della piscina.
    • Rileggi il pH dopo alcune ore e, se necessario, ripeti l’aggiunta di PH+.
  2. Alto pH (basico):
    • Utilizza PH- (soluzione acida) per abbassare il pH.
    • Segui attentamente le dosi raccomandate.
    • Controlla nuovamente il pH dopo un po’ di tempo.
  3. Verifica la durezza dell’acqua:
    • L’acqua troppo dura può influenzare il pH. Se necessario, correggi anche la durezza dell’acqua.
  4. Monitora costantemente il pH:
    • Controlla il pH almeno una volta alla settimana e regola di conseguenza.
    • Ricorda che il pH influisce sulla sicurezza dei bagnanti e sull’efficacia dei prodotti chimici.
  5. Considera un sistema di controllo automatico:
    • Un dosatore automatico può semplificare la gestione del pH e mantenere valori stabili.

Ricorda che un pH corretto contribuisce al benessere dei bagnanti e alla durata dell’impianto.

Inoltre una piscina con un’acidaità/basicità ben bilanciata richiede meno prodotti disinfettanti e alghicidi, con un notevole risparmio economico.

villa con piscina risolvere problema alghe piscina

Risolvere il problema alghe in piscina 7 consigli pratici

Come risolvere il problema delle alghe in tempi brevi e definitivamente.

Le alghe possono essere un fastidioso problema nelle piscine.

Si possono eliminare seguendo alcuni passaggi. Ecco cosa puoi fare per risolvere il problema delle alghe nella tua piscina:

  1. Analizza l’acqua della piscina: Prima di trattare le alghe, è importante conoscere i livelli di pH, cloro libero, alcalinità e stabilizzatore dell’acqua della piscina. Puoi utilizzare un kit per l’analisi dell’acqua o portare un campione di acqua presso un negozio specializzato per testarlo.
  2. Regola il pH: se il pH è troppo alto o troppo basso si avrà un rapido proliferare di alghe
  3. Aggiungi cloro: Il cloro è un agente disinfettante efficace per uccidere le alghe. Assicurati che il livello di cloro libero nella piscina sia nel range raccomandato (solitamente tra 1 e 3 ppm). Se il livello di cloro è basso, aggiungi un’adeguata quantità di cloro alla piscina.
  4. Spazzola e aspira la piscina: Usa una spazzola per pulire le pareti e il fondo della piscina, rimuovendo le alghe e impedendo che si attacchino alle superfici. Successivamente, aspira l’acqua per rimuovere le alghe sospese e sedimentate.
  5. Utilizza un algicida: Gli algicidi sono prodotti chimici progettati specificamente per eliminare le alghe. Segui attentamente le istruzioni sull’etichetta del prodotto e aggiungi l’algicida alla piscina come indicato.
  6. Filtrazione: Assicurati che il sistema di filtrazione della piscina funzioni correttamente. Filtra l’acqua della piscina per rimuovere le alghe e altri detriti sospesi. Potrebbe essere necessario pulire o sostituire i filtri se sono sporchi o inefficienti.
  7. Monitoraggio continuo: Dopo aver trattato le alghe, monitora regolarmente l’acqua della piscina per assicurarti che i livelli di cloro e altri parametri siano mantenuti entro i range raccomandati. Mantieni la piscina pulita e ben bilanciata per prevenire la ricomparsa delle alghe.

Le alghe possono essere trasportate dal vento e da vere e proprie tempeste di sabbia anche in luoghi lontani dal mare.

Puoi sempre chiedermi un consiglio.

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Home Staging, come presentare al meglio un immobile in vendita

Presentare al meglio un immobile dovrebbe essere la prima cosa a cui pensare per ottenere il massimo da una vendita.

L’home staging letteralmente significa allestire la casa come un palcoscenico.

Infatti l’espressione è perfetta e rende al meglio il concetto.

“Non esiste una seconda occasione di fare una buona prima impressione”

L’immobile dovrebbe apparire al meglio, come pulito e salubre, allontanare dalla mente dell’acquirente l’idea che servano lunghe e scoraggianti ristrutturazioni e pulizie.

Ovviamente non si dovrebbe in nessun modo nascondere o occultare danni strutturali e danni generici, su cui invece serve la massima trasparenza.

Home Staging per punti:

  • Pulizia: fondamentale che la casa sia ben pulita. Pavimenti, finestre, cucina e bagni. Se la casa è sporca i clienti pensano che i venditori siano inaffidabili
  • Mobili: rimuovere il superfluo, spostare il mobilio per rendere le stanze il più spaziose possibile, lasciare liberi i corridoi e i bagni. Rimuovere tutti i soprammobili. Le superfici dovrebbero essere lineari e “minimal”
  • Luce: prima della visita spalancare le finestre, alzare al massimo le tapparelle o le imposte, accendere tutte le luci e posizionarle in modo da dare più luce agli ambienti
  • Odori: la casa DEVE profumere di fresco e pulito. Non di deodorante per ambienti, non di incensi vari, non di sporco e non di fumo. Potrebbe essere necessario rimuovere tende e tappeti in casa di fumatori.
  • Colori e forme: pareti, mobili e tessili dovrebbero avere colori chiari e omogenei, troppe fantasie e miscuglio di colori tra divani a righe blu, tende a fiori gialle e copriletti multicolori, presi singolarmente sono magari molto belli, ma nell’insieme, a colpo d’occhio, creano confusione, se ne ha un’impressione generale di disordine. Meglio tinte unite, con diverse sfumature o toni dello stesso colore rilassante.

Insomma, la casa non dovrebbe avere “personalità”, ma dare l’idea di pulito e ordine, sarà poi il potenziale acquirente a pensare a come renderla personale, nel momento in cui lo fà probabilmente comprerà

è il mio lavoro

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